Girlboss: la pazza vita della ragazzaccia Sophia Amoruso

Girlboss: la pazza vita della ragazzaccia Sophia Amoruso



Girlboss: ho visto la serie TV su Netflix in tre giorni, era diventata una droga, tredici episodi fagocitati tutti d’un fiato e, a parte qualche puntata più lenta e introspettiva delle altre, sono scivolate via ad una velocità disarmante.

Sto parlando di Girlboss e della vita travolgente di Sophia Amoruso.

Girlboss: la pazza vita della ragazzaccia Sophia Amoruso

Sophia nasce nel 1984 in California, ha origini italiane (intuibile forse anche dal cognome) greche e portoghesi. Lo dico sempre che i mix&match danno sempre buoni frutti.

La leggenda narra che la sua avventura iniziò con la vendita su Ebay di un giubbino di pelle anni Settanta che acquistò a 9 dollari in un negozio vintage e gliene fruttò più di 600.

Dalla singola vendita alla creazione di un negozio virtuale il passaggio fu breve: Nasty Gal Vintage (così chiamò il suo negozio Ebay) prese piede in un lampo. La nostra #girlboss aveva 23 anni, buon fiuto per gli affari, un particolare gusto colorato e molto rock. Si occupava di tutto in prima persona: dal reperire i capi, a fotografarli, modificarli ed infine a spedirli.

Girlboss: la pazza vita della ragazzaccia Sophia Amoruso

Sophia non si fermò qui, è una ragazzaccia anarchica alle quale le convenzioni non piacciono affatto, da Ebay passò alla creazione di un suo sito personale e la scalata al successo divenne realtà in poco tempo. Forbes la definì una delle self made woman più ricche del mondo.

La sua storia è diventata un best Steller e in questi ultimi mesi una serie TV ideata da Kay Cannon e prodotta, tra gli altri, da Charlize Theron, chapeau a questa ragazza di San Diego.

Nella serie la protagonista è interpretata da Britt Robertson e devo dire che la sua versione di Sophia convince molto.

La storia non ha lieto fine, ma non posso svelarvi tutto, inoltre stiamo parlando di un’attuale trentatreenne, il futuro che altro riserverà alla nostra Girlboss? Di sicuro di un talento come il suo ne sentiremo ancora parlare.

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