Papaveri e papere

Papaveri e papere

Nilla Pizzi la cantava al Festival di Sanremo del 1952. Per anni è stato un brano molto gettonato, ricordo come fosse ieri quanta allegria suscitasse in me questa canzone e la felicità di noi bimbi, quando alle sagre di paese l’orchestrina di turno la intonava. Noi a danzare spensierati, più che ballare era un rincorrersi in cerchio, i grandi ci facevano spazio e si mettevano ai lati della pista da ballo e ci lasciavano il posto, per quei pochi minuti in cui diventavamo protagonisti. Mi sono sempre chiesta perché mai una papera volesse per forza paparsi un papavero o perché un papavero volesse catturare una papera. Perché complicarsi così la vita? Il dramma a fine storia è pure traumatizzante, come del resto lo sono tutti gli amori impossibili finiti male, quanta tristezza per gli amanti strappati a loro stessi.

Cos’è che mi ha fatto tornare in mente questa canzone? Vi lascio alcune immagini che saranno sicuramente più esplicative di mille parole.

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Un pensiero per tutti quei papaveri che ancora stanno aspettando la loro paperina al chiaro lunare, o per tutte quelle paperine che s’incantano davanti a dei papaveri: gli amori impossibili sono i più difficili, quelli che ti stremano, che spesso ti fanno desistere, che ti fanno maledire il giorno in cui è iniziato tutto. Però accade raramente che paperina e papavero vivano il lieto fine, e da queste folli storie nascano tremende bionde ricce.

Il bello di questa gonna è la sua reversibilità, si passa dal floreale al polka dot in una frazione di secondo, due gonne in una.

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PAPAVERI E PAPERE
(di V.Mascheroni – M.Panzeri – Rastelli, 1952)

Su un campo di grano,
che dirvi non so,
un dì paperina col babbo passò
e vide degli alti
papaveri al sole brillar…
e lì s’incantò.
La papera al papero
disse Papà,
pappare i papaveri
come si fa?
Non puoi tu pappare i
papaveri disse papà.
E aggiunse poi,
beccando l’insalata:
Che cosa ci vuoi far,
così è la vita.

Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti
e tu sei piccolina
e tu sei piccolina.
Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti
sei nata paperina
che cosa ci vuoi far?

Vicino a un ruscello,
che dirvi non so,
un giorno un papavero
in acqua guardò
e vide una piccola
papera bionda giocar…
e lì s’incantò.
Papavero disse alla mamma: Mammà,
pigliare una papera
come si fa?
Non puoi tu pigliare una
papera disse mammà.
Se tu da lei
ti lasci impaperare,
il mondo intero
non potrà più dire:

lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti
e tu sei piccolina
e tu sei piccolina.
Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti
sei nata paperina
che cosa ci vuoi far?

E un giorno di maggio,
che dirvi non so,
avvenne poi
quello che ognuno pensò:
papavero attese
la papera al chiaro lunar…
e poi la sposò.
Ma questo romanzo
ben poco durò.
Poi venne la falce
che il grano tagliò
e un colpo di vento i
papaveri in alto portò.
Se tu da lei
ti lasci impaperare,
il mondo intero
non potrà più dire:

lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti
e tu sei piccolina
e tu sei piccolina.
Lo sai che i papaveri
son alti, alti, alti
sei nata paperina
che cosa ci vuoi far?

Papaveri e papere

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